Vorrei sapere cos'è successo ai miei concittadini.
Temono l'arrivo di una terza guerra mondiale? Visto il gelo hanno pensato bene di riempirsi la casa di cibarie per reggere l'inverno, come se fossimo in un film catastrofico?
Questo lunedì riesco finalmente ad andare a fare la spesa, operazione che non eseguivo dal 20 dicembre, circa. Di solito preferisco il mercato, ma ho fatto di necessità virtù e sono andata in un grande, enorme, mega supermercato, nel quale non ero mai entrata.
Abbiamo deciso di esplorarlo e dopo i primi cinque corridoi ero già esausta. Io trovo che questi supermercati più sono grandi e più sfiniscono gli utenti, per trovare quello che cerchi ti devi passare non so più quanti corridoi e alla fine esci con tutto quello che non ti serviva tranne la cosa fondamentale che eri andato lì apposta a comprare.
In ogni caso faccio la spesa e poi mi metto a cercare il lievito di birra nei classici cubetti da 25 grammi. Non lo trovo. Siccome è piccolo e di solito defilato mi passo coscienziosamente tutti i banchi frigo, nulla. Chiedo: mi dicono che è vicino alle piadine e se non c'è vuol dire che è finito. Non c'è. Poco male, penso, me lo prenderò domani nel super sotto casa.
Il giorno seguente dopo l'ufficio mando mio marito in missione. Ritorna con la faccia scura: anche lì nemmeno l'ombra nè del lievito nè di altri alimenti di primaria importanza
Ora: o i torinesi temono una catastrofe imminente o sono gli esercizi commerciali che hanno finito le scorte, in ogni caso del lievito nessuna traccia.