Ed eccoci qui al rientro delle feste, che sono state intense e faticose, come previsto.
Io e mio marito abbiamo deciso per quest'anno di partire, di prendere il camper dei miei suoceri e di fuggire in Francia. La nostra idea era di raggiungere il 26 dicembre il paese dove abitano e dove tengono il mezzo e di partire il giorno dopo, allegri e sereni come fringuelli. Fin qui la teoria.
Il 26 dicembre ci svegliamo sotto la neve. I miei suoceri stanno in montagna, di raggiungerli neanche a parlarne, poco male, ci rilassiamo e decidiamo di partire il giorno seguente.
Il 27 dicembre chiudiamo l'unico valigione in cui abbiamo messo tutto e partiamo. Non nevica più e le strade sono pulite. Arriviamo, pranziamo, e poi mio marito e suo padre vanno per prendere il camper, che d'ora in poi chiamerò Poldo, che si trova parcheggiato due tornanti sopra la casa. Io aspetto serena e chiacchiero con un'amica mentre mando messaggio a tutti salutando prima della partenza.
Dopo un'ora e mezza gli uomini rientrano scuri in volto: Poldo non parte. Poldo mangia gasolio e la temperatura negli ultimi giorni è scesa a meno dieci rendendo denso il gasolio , in più i tubi sono gelati. Chiamiamo il meccanico che può venire solo lunedì mattina, il 29. Ci rassegnamo e andiamo a passare la serata in un posto che avevo visto solo nei film: la festa degli anniversari di matrimonio del paese. Nello stanzone della parrocchia la star di Telecupole intrattiene l'inclito pubblico con pezzi sempreverdi come "Il sole" di Albano, mentre la vispa animatrice della serata distribuisce pergamene ricordo ai fortunati. Ho visto coppie che festeggiavano i 55 anni di matrimonio, sconvolgente.
Il giorno dopo si tenta di tutto per far partire Poldo, ma senza alcun risultato. Io già mi vedevo sulla strada del ritorno. In serata le nostre magre aspettative subiscono un'altro duro colpo: nella notte è prevista neve e se vengono giù parecchi centimetri, come sembra, anche se parte sarà impossibile farlo scendere a valle.
La mattina dopo la strada è imbiancata, ma il meccanico riesce ad arrivare. Armato di pistola termica scalda i tubi e la pompa e finalmente... Poldo parla!
Per fortuna la neve sulla strada si è sciolta e possiamo portarlo a valle. La strada per scendere è stretta, così per evitare d'icontrare auto che salgono in senso contrario in punti in cui non si può farle passare, io e la suocera dopo pranzo saltiamo sulla Panda e partiamo per fare da battistrada. Arrivati in paese andiamo a fare rifornimento e ci accorgiamo che Poldo ha un'occhio solo!!! Salutiamo e partiamo un po' abbattuti per raggiungere di nuovo il meccanico. Quando ci vede, ride.
A questo punto sono le cinque del pomeriggio, il faro è sostituito, siamo pronti. Ci guardiamo negli occhi, incrociamo le dita e via! Alle 21 circa varchiamo la frontiera a Ventimiglia, è andata, siamo in vacanza!!!